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REPORT AGCOM / INTERVISTA A GABRIELE ARLOTTI (NOVANTA)

«Dai quotidiani sotto braccio a Redacon: è cambiato il mondo»

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Internet dal 2023, ha superato la televisione ed è primo mezzo di informazione; il 30% degli italiani ha scarsa fiducia nei social come fonte di notizie.

Questi i dati contenuti nella prima edizione dell’Osservatorio sul sistema dell’informazione, realizzato da Agcom con l’obiettivo di analizzare, con cadenza annuale, le dinamiche dell’offerta e del consumo di informazione in Italia in un contesto di profonda trasformazione

Gabriele Arlotti in questa intervista riflette sull'evoluzione dell'informazione, il ruolo del giornalismo e dei media locali: un mondo è in continua evoluzione.

Gabriele Arlotti intervistato sul ruolo cha ha oggi internet nell'informazioneGabriele Arlotti, lei arriva a Redacon a due anni dalla nascita nel 2006, prima collaboratore (oltre che di riviste e quotidiani di carta stampata), poi redattore e infine presidente della Novanta cooperativa sociale di Comunità (editrice anche di Radionova e Reggio Emilia Meteo) da 5 anni. Che cambiamento ha visto?

Un cambiamento epocale. Quindici anni fa ancora per le strade poteva capitare di vedere le persone con i quotidiani sotto braccio. Oggi non più. Secondo i dati di Agcom oltre alla televisione il declino della carta stampata è ormai un dato di fatto: sta affrontando una crisi profonda. Le cause sono molteplici ma sicuramente la digitalizzazione ha reso l'informazione immediatamente accessibile online, riducendo la necessità di acquistare giornali. Un peccato per come nell’ultimo secolo e mezzo si erano strutturate con competenze e professionalità le redazioni.

E ora?

E ora ci si informa moltissimo online. Come su Redacon.it. Il gratuito, su Internet, va ancora per la maggiore soprattutto nel mondo dell’informazione e per una piccola realtà come la nostra è difficile fare diversamente. Parallelamente il calo della pubblicità sulla carta stampata è stato devastante. Gli inserzionisti pian piano preferiscono investire in piattaforme digitali, dove possono raggiungere un pubblico più ampio e targettizzato a costi relativamente inferiori: se questo cambio avverrà potremo davvero strutturare al meglio una redazione a beneficio dei lettori. Redacon.it a riguardo è uno strumento potenzialmente potente: siamo testata giornalistica registrata, siamo molto visualizzati (2 milioni di pagine mese) e siamo relativamente economici.

I giornali online come Redacon stanno guadagnando terreno, ma faticano a ottenere il riconoscimento che meritano. Perché?

È una questione di percezione. Molti vedono i giornali online come meno autorevoli rispetto a quelli tradizionali. Inoltre, la sostenibilità economica è una sfida enorme. I modelli di abbonamento funzionano solo in parte, e la pubblicità online non è sufficiente a coprire i costi. Serve un cambio di mentalità, sia da parte dei lettori che degli editori. Eppure per la prima volta nella storia dell’Appennino siamo riusciti a creare posti di lavoro nel mondo dell’informazione.

Quindi se oggi tutti abbiamo uno smartphone in tasca, anche gli anziani si potrebbe teoricamente democratizzare l'accesso all'informazione. Qual è la sua opinione?

Assolutamente, lo smartphone è uno strumento potentissimo. Tuttavia, il problema non è tanto l'accesso, quanto l'uso consapevole. Molti si limitano a leggere titoli o post sui social, senza approfondire. Talvolta vale anche per Redacon: ci si limita ai titoli che appaiono sui social e da lì leggiamo commenti incredibili. Ritengo quindi significativo maturare una nuova consapevolezza tra le persone, giovani e meno giovani, a utilizzare questi strumenti in modo critico e responsabile.

Parliamo del ruolo del giornalista. Come vede la sua evoluzione in questo contesto?

Il giornalista sta vivendo una crisi di identità. A fine del secolo scorso il corrispondente locale, ad esempio, rappresentava un riferimento, nelle comunità, come il parroco o il sindaco. Il giornalista che lavorava nelle redazioni, poi, era oggetto anche di idealizzazione nei film. Ora con l'avvento di Internet e dei social media, chiunque può diffondere notizie, spesso senza verifiche e con ripetuti rilanci di chi si identifica in certe idee. Viene meno la mediazione (verificata) dell'informazione. Tuttavia, credo che il giornalismo sia più importante che mai. La verifica delle fonti, l'approfondimento e l'analisi sono competenze che non possono essere sostituite da un algoritmo o da un Reel di un presunto esperto su Tik Tok.

A suo avviso come si informeranno i giovani in futuro?

È una domanda cruciale. I giovani sono abituati a consumare contenuti veloci e visivi, spesso senza approfondire, senza approfondire così una coscienza critica. Credo che il futuro dell'informazione passi attraverso un mix di formati: video, podcast, articoli brevi ma ben fatti. L'importante è mantenere alta la qualità e stimolare il pensiero critico. Auspico però che non si perda il senso dell’approfondimento dei temi.

 

Agcom: Internet primo mezzo di informazione

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha pubblicato la prima edizione dell’Osservatorio sul sistema dell’informazione, uno strumento che intende analizzare, con cadenza annuale, le dinamiche dell’offerta e del consumo di informazione in Italia.

L’edizione 2025 si sviluppa attraverso tre filoni di indagine: un’analisi della fruizione di contenuti informativi su tutti i mezzi di comunicazione: televisione, radio, quotidiani e internet; l’esplorazione dei temi della fiducia e dell’affidabilità, elementi centrali nel sistema dell’informazione, in grado di impattare sull’uso dei mezzi di comunicazione a scopo informativo da parte del pubblico e di modellare le percezioni e le preferenze degli individui; un’analisi dell’offerta informativa della televisione tradizionale, in particolare la sua distribuzione tra telegiornali e programmi c.d. “Extra TG” nelle principali emittenti nazionali.

Poco più del 17% degli italiani, viene sottolineato nell’Osservatorio, dichiara di leggere i quotidiani (solo il 6,6% dice di avere un abbonamento a pagamento a uno o più quotidiani nella versione digitale), mentre circa un quarto dei cittadini fruisce delle notizie dalla versione digitale dei mezzi editoriali tradizionali. Il 65,6% della popolazione esprime un livello di fiducia moderata o alta in almeno un mezzo di informazione: televisione, radio e carta stampata sono le fonti informative ritenute più affidabili, mentre circa il 30% nutre una bassa fiducia nelle notizie provenienti dai social media o dalle piattaforme di condivisione di video.

Tra le modalità attraverso cui i cittadini si informano, un ruolo significativo è svolto dal passaparola, utilizzato da un cittadino su dieci.