Home Cultura Carpineti, la biblioteca ospita gli autori Malvolti e Simonelli
sabato 29 marzo 2025, alle ore 16,30

Carpineti, la biblioteca ospita gli autori Malvolti e Simonelli

279
0

Gli autori Armido Malvolti e Giordano Simonelli saranno ospiti alla biblioteca di Carpineti per presentare i libri “La casa di Adelasia”, “Fraora - il rumore del silenzio”, “La scalata”.

L'evento avrà luogo sabato 29 marzo 2025, alle ore 16,30. Con gli autori, dialogherà Sonia Masini.

Tra le decine di personaggi, oltre al misterioso conte garfagnino Gualtiero Boni de’ Nobili, emergono i giovanissimi Jago e Marina. Nel primo libro Jago ha tredici anni quando la mamma scopre che è innamorato di Marina, una compagna di classe. Jago è italiano,  cattolico, figlio di due benestanti genitori in carriera. Marina è albanese, musulmana, figlia di immigrati arrivati clandestini. Entrambi vivono a Reggio Emilia. Jago ha due zii e due prozii, Beniamino e Rachele, che vivono tra Reggio e Ca’ della Volta (Cinquecerri), Appennino reggiano: è lì che il conte e i due ragazzi si incontrano, un incontro che segnerà le loro vite.

Nel primo libro l’autore, mostrando una notevole abilità narrativa, riesce a far convivere narrazione fantasy e storica, dove la parte fantasy mai si discosta da fatti storici realmente accaduti nell’Appennino reggiano. E’ sorprendente la chiusura del libro, dove inquietanti radici scompaiono nel soffitto di una cripta nel medesimo istante in cui Jago a Marina si scambiano il primo bacio. Hanno quattordici anni.

Il seguito arriva con “Fraora - il rumore del silenzio”. Se nel primo libro Malvolti si era limitato a scrivere la prefazione, qui partecipa alla stesura del testo. Gualtiero non ha famiglia. Ha stretto una forte amicizia con Beniamino e decide di lasciare la Garfagnana per avvicinarsi a lui. Compra una casa disabitata, Fraora, seminascosta in un castagneto di Busana e lì si trasferisce. In quella casa la storia dell’Appennino reggiano fa di nuovo capolino e coinvolge pure Jago e Marina che passano lì molto del loro tempo, anche perché il Conte ha assunto proprio i genitori di Marina: cuoca la madre, custode e uomo tutto fare il padre. I ragazzi crescono al pari del loro amore e il giorno del sedicesimo compleanno di Jago, in piena pandemia, davanti al camino acceso nel salone di Fraora, allietati dal violino di Marina che intona il Concerto in Re Maggiore Opera 35 di Tchaikovsky, si abbandonano l’uno tra le braccia dell’altro.

Siamo al terzo libro, “La scalata”, ambientato in Appennino, ma con alcune significative escursioni in centro a Reggio Emilia, nella Maremma grossetana, a Bolgheri, sulla scogliera di Calafuria, in Garfagnana e a Lucca. L’Appennino è l’altro importante protagonista dei tre libri: la sua storia, la sua cultura, i suoi paesaggi, i suoi problemi e le sue opportunità. Jago e Marina si sono definitivamente trasferiti a Fraora, frequentano il Liceo Scientifico a Castelnovo ne’ Monti e guidano il lettore fin dentro alcuni fatti realmente accaduti come, ad esempio, il conferimento della Cittadinanza Onoraria al giudice Andrea Rat e il Viaggio della Memoria. Il diploma è conquistato con ottimi voti ed è ora di pensare al futuro: Università, ma quale facoltà? Gualtiero se n’è andato in giro per il Mondo in cerca del significato vero della parola felicità e ha lasciato a Jago titoli e proprietà. Università o gestione del non indifferente patrimonio ereditato? E’ il tre novembre del 2023, i due ragazzi sono ai piedi della Pietra di Bismantova, Marina indica la parete rocciosa con un dito e impartisce a Jago una lezione che di lì a poco lo costringerà a chiedersi se sul Monte sta per salire Jago Rangoni o Jago Rangoni dei Conti Boni de’ Nobili. Gualtiero, oltre alle proprietà, gli ha lasciato in eredità anche il titolo nobiliare e il nome della casata.

La prefazione del secondo e del terzo libro è del professor Marino Biondi, già insegnate di Letteratura Italiana all’Università di Firenze. In “La scalata” scrive tra l’altro. “Centellinano il tesoro inestimabile della vita, i due autori […] di questo nuovo romanzo, secondo nella fascinosa saga appenninica di Fraora. Una coppia di scrittori ormai affiatata, unita nell’amicizia e nel comune culto dei luoghi che, con i loro ingegnosi intrecci, sanno celebrare con gioiosa innocenza. Ecco, uno dei tanti pregi di questa narrazione, l’innocenza, la freschezza e la genuinità dei sentimenti, intatte e sempre operose le facoltà del sentire, la schietta visività, l’istinto di attingere a ogni risorsa della realtà, visiva, olfattiva, gustativa, una inesauribile carica di energia cinetica. Vige in questo microcosmo una poetica della lealtà, della solidarietà, del calore vicendevolmente profuso e scambiato. Fraora utopica isola montana.”

Info: Biblioteca di Carpineti – Via G. di Vittorio, 8 – Carpineti (RE)
Tel. 0522.718086 – 0522.615036