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70° anniversario della strage

A Carpineti il ricordo di Afro Rossi e Giuseppe Munarini

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Riceviamo e pubblichiamo

fotto di repertorio

A Colombaia di Carpineti si ricordano ogni anno Afro Rossi e Giuseppe Munarini con la Messa celebrata a suffragio dei martiri di Colombaia. Il parroco officiante, negli anni scorsi, è sempre stato don Franco Rossi figlio di una vittima che in punto di morte ha perdonato il suo assassino.

Quest’anno è la ricorrenza del 70° anniversario della strage (26 marzo 1955 - ebbe un risalto a livello Istituzionale nazionale) di Afro Rossi e Giovanni Munarini che furono barbaramente uccisi, da colpi di fucile sparati dall’esterno del locale, dell’osteria Vezzosi di Colombaia.

Un duplice omicidio con un movente politico di matrice comunista, commesso dieci anni dopo la Liberazione, in un clima di odio e di disperazione. Nell’osteria di Domenico Vezzosi, oltre ai corpi esanimi di Munarini e Rossi, trapassato a un polmone da una pallottola, restarono gravemente feriti Gianpio Longagnani e Umberto Gandini.

Si erano ritrovati in un gruppo di circa una quarantina di persone a Colombaia sul Secchia per festeggiare la vittoria della lista “bonomiana”, di espressione DC, alle elezioni per le Casse Mutue dei coltivatori diretti. Pochi giorni dopo i funerali delle vittime arriverà la confessione di Guerrino Costi, fermato subito dopo il misfatto, trovato con pallottole identiche a quelle utilizzate nell’agguato.

Costi aveva 42 anni, ex partigiano, ex capo cellula, tesserato e attivista del Pci e soprannominato “asino sapiente” dagli avversari politici del posto, verrà poi condannato a 28 anni di carcere. “Mio padre – ricorda, don Franco Rossi, figlio di Afro – morì dissanguato all’Ospedale di Castelnovo ne' Monti, con parole edificanti di perdono”.

C. I