Home Cronaca Truffe telefoniche, Capitano Spinelli: «Le forze dell’ordine non chiedono soldi»
l'intervista al comandante della Compagnia di Castelnovo ne’ Monti

Truffe telefoniche, Capitano Spinelli: «Le forze dell’ordine non chiedono soldi»

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«Le forze dell’ordine non chiedono soldi e in Italia non esiste ‘la cauzione’. E’ sempre utile tenere a portata di mano un numero telefonico di emergenza da poter contattare nei casi di tentativi di truffa».

Sono le parole, più volte rimarcate dal Capitano Marco Spinelli, comandante della Compagnia di Castelnovo ne’ Monti, nel corso della nostra intervista.

Come abbiamo già scritto, il numero delle truffe, in particolare di quelle telefoniche, è in aumento e difronte ad un allarmante dato nazionale, si moltiplicano gli incontri di prevenzione organizzati dai carabinieri, anche sul nostro territorio.

«Consigli che vengono messi in pratica dalla maggior parte delle persone», ci spiega il Capitano Spinelli.

Comandante, siamo difronte ad un notevole aumento di queste truffe...

Vede, al di là del numero di denunce o del dato statistico, registriamo una risposta molto buona da parte dei cittadini, sia come numero di partecipanti agli incontri che noi organizziamo ogni anno, sia anche come effettiva applicazione dei consigli che gli diamo.

Sono tante le persone che ci chiamano chiedendo informazioni e noi li aiutiamo perché non finiscano nella trappola del truffatore.

La maggior parte delle ‘vittime’ sono persone vulnerabili, in particolare gli anziani: c’è un modus operandi specifico per scegliere le vittime da truffare?

I truffatori avranno una serie di numeri da chiamare ricavati da un elenco telefonico, o ottenuti in altro modo: ricordiamoci che abbiamo una quantità di dati personali sparsi in giro e quindi facilmente accessibili per chiunque. Poi al telefono provano a far leva sull’emotività della persona.

Perchè non è possibile risalire al numero che chiama?

Sono dei numeri finti. E’ molto diffusa la tecnica che si chiama “spoofing”, sono numeri voip che possono essere comprati anche in blocco su Internet, quindi non fanno riferimento ad una persona fisica e vengono acquistate come fosse un qualsiasi prodotto.

Ci spieghi meglio cosa è lo spoofing

E’ possibile simulare un numero qualsiasi, inclusi quelli di enti pubblici, banche e persino delle forze dell'ordine. In questo modo, i malintenzionati possono indurre le vittime a fidarsi e a seguire le istruzioni date durante la chiamata.

Una volta ottenuta la fiducia della vittima, il truffatore può richiedere informazioni personali, trasferimenti di denaro, facendoli sembrare normali procedure di sicurezza o verifiche.

In questo periodo forse la truffa più ricorrente è quella dei falsi rappresentanti delle forze dell’ordine, avvocato e operatori bancari: di cosa si tratta?  

Il truffatore chiama finge di essere una di queste figure, chiede per esempio una cauzione per un arresto o dei soldi per un incidente avvenuto ad un familiare, facendo dunque appello sull’emotività della vittima.

Comandante, vogliamo ricordare cosa fare in questi casi?

In tutti questi casi sopra citati, occorre prendere tempo e ricordarsi che: le forze dell’ordine non chiedono soldi e in Italia non esiste ‘la cauzione’.

E’ sempre utile tenere a portata di mano un numero telefonico di emergenza da poter contattare nei casi di tentativi di truffa: innanzitutto 112; poi il numero della Stazione dei carabinieri presente nel proprio comune, delle altre forze di polizia.

Voglio ripetere una cosa: bisogna prendere tempo, perché il truffatore è una persona che ha fretta, ha un tempo limitato per agire. Dopo aver riagganciato, rivolgetevi a noi.