Grande commozione in Appennino e non solo per la prematura scomparsa di Roberto Dallari di Valestra di Carpineti. Era conosciuto in tutta la montagna come “Forno” per aver condotto per tanti anni un panificio a Valestra.
Colpito un po’ di tempo fa da un improvviso malore, dopo a qualche flebile speranza di ripresa legata a lievi segni di miglioramento, mercoledì il suo cuore ha cessato di battere.
Sua la scelta di donare gli organi che darà speranza, ora, ad altre persone.
Lascia nel dolore il figlio Andrea, i fratelli Walter, Mauro, Allessando, i parenti e i tanti amici.
Secondogenito, dopo che il fratello maggiore aveva scelto la professione di medico, Roberto, studente del liceo Artistico Chierici di Reggio, ha voluto continuare assieme agli altri congiunti l’attività di panificatore iniziata dal padre Domenico.
Il panifico Dallari di Valestra, che dalla fondazione di metà Anni Cinquanta del secolo scorso utilizza ancora lo stesso lievito madre, con Roberto ha avuto una notevole espansione orientando le proprie vendite nel comprensorio ceramico e cittadino, arrivando addirittura a creare un nome di uso comune anche in città “pane di Valestra”.
A metà degli anni ottanta Roberto ebbe anche una breve esperienza industriale comperando e dirigendo una fabbrica di piastrelle a Castellarano.
La sua principale passione che l’ha accompagnato per tutta la vita, è stato lo sport e il calcio in particolare. In compagnia con gli amici esaltava continuamente l’indispensabilità dello sport per vivere una vita sana nel fisico e nello spirito.
Per tanti anni ha declinato questa suo trasporto sportivo allenando diverse squadre di calcio di ragazzini in vari paesi della montagna, dove tuttora lo ricordano con affetto. Era un periodo dove purtroppo ai giovanissimi venivano offerte cattive frequentazioni, offerte di cui Roberto era ben consapevole e le contrastava con l’impegno sportivo.
Nel settembre del 1990, assieme al compianto Nardino Previdi, organizzò a Carpineti a favore della Croce Rossa del paese, l’incontro di calcio tra la Nazionale del 1982 e la selezione del Torneo della montagna di quell’anno.
Alla fine del suo impegno agonistico Roberto ha avuto la soddisfazione di vedere il figlio Andrea – del quale era particolarmente orgoglioso - conseguire una laurea magistrale in Scienze motorie e intraprendere l’attività di trainer e gestore di alcune palestre.
Aveva un dono particolare che era quello di essere rabdomante, attività che praticava per amici.
Da alcuni anni aveva lasciato al fratello più giovane Alessandro la conduzione del panificio.
Dallari di Valestra e si era ritirato a vivere nello storico palazzo Manodori a Montelago, ma lo si poteva incontrare in paese intento ad allenare ragazzini al campo parrocchiale o in piscina per la pratica del nuoto coi più giovani.
Fino all’ultimo Roberto ha manifestato la propria generosità donando i propri organi, garantendo così a tante persone un futuro di vita.
La salma è esposta al Funeral Home Etera di Sassuolo, da dove sabato 15 alle ore 8,30 partirà il funerale per giungere alle ore 9,00 al cimitero di Valestra per l’ultimo saluto.