«Abbiamo chiesto che ci sia l’unificazione della gestione dei diversi eventi, superando l’attuale frammentazione dettata da provvedimenti urgenti per ogni singola alluvione», queste la parole dei consiglieri regionali Laura Arduini, Elena Carletti, Andrea Costa e Anna Fornili, dopo il primo incontro con il neo-commissario alla ricostruzione post-alluvione, Fabrizio Curcio, che ieri ha preso parte ai lavori d’aula in viale Aldo Moro.
«Sotto la struttura commissariale si devono cambiare e unire le diverse procedure affinché ci sia un’azione omogenea e coordinata da Piacenza a Rimini, evitando disparità di trattamento tra i territori. Ovviamente, molto si è parlato di quanto accaduto in Romagna, dove gli eventi hanno avuto una portata straordinaria. Tuttavia, abbiamo fatto presente che, nello scorso autunno in particolare, anche il territorio reggiano è stato pesantemente colpito: abbiamo molte frane attive nel nostro Appennino, problemi di viabilità e criticità per la sicurezza di abitati e cittadini. Ci sono frazioni del capoluogo, come ad esempio Gavassa, che sono state allagate e i cui residenti aspettano risposte, così come le aspettano i Comuni, le famiglie e gli imprenditori di Bagnolo, Castelnovo Sotto, Gualtieri e Cadelbosco.
Si dovrà ridurre la burocrazia, che oggi scoraggia chi vuole fare domanda di ristoro per i danni patiti, e mettere a disposizione le risorse necessarie per risarcire chi ha subito perdite. Inoltre, c’è una forte domanda di messa in sicurezza dei territori, dall’Appennino alla pianura, dove i corsi d’acqua minori non sono attualmente in grado di sostenere grandi precipitazioni in breve tempo. Serve un monitoraggio e una manutenzione delle arginature da attuare immediatamente».
Tutte queste questioni sono state affrontate apertamente dal presidente Michele De Pascale e da Curcio. «Siamo convinti che l’interlocuzione avviata oggi sia positiva», concludono i consiglieri reggiani del Partito Democratico.