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Sabato la posa della targa commemorativa

Castelnovo ricorda Mario Colombari, fucilato dai soldati tedeschi

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Sabato 25 gennaio, si terrà presso la fontana dell’Albiaccio la posa di una nuova targa commemorativa in onore di Mario Colombari, che affiancherà quella scoperta lo scorso anno in ricordo di Lea Giansoldati: i due furono fucilati dai soldati tedeschi per rappresaglia l’11 marzo del 1945. Interverranno l’amministrazione comunale, il sindaco Emanuele Ferrari, e per l’Anpi Enrico Bini. Interverrà poi per la ricostruzione storica dell’evento Chiara Torcianti di Istoreco.

Il mese di marzo del 1945, in Appennino, fu caratterizzato da un'intensa attività di guerriglia partigiana contro unità nazi-fasciste.

Il territorio di Castelnovo ne' Monti, uno dei centri principali sulla statale 63, era considerato una delle roccaforti più strategiche per l'occupante tedesco; non stupisce, dunque, che tra il 9 e il 10 marzo, distaccamenti delle brigate garibaldine e delle fiamme verdi avessero portato azioni offensive contro il nemico.

Il giorno 9, infatti, l’attacco al presidio tedesco di Croce portò alla cattura di un caporal maggiore tedesco; sorte peggiore toccò a tre suoi commilitoni in pattuglia, uccisi dai garibaldini durante lo scontro a fuoco.

Due di loro, infatti, perirono in combattimento contro i partigiani a Campolungo, alle prime ore del 10 marzo.

Queste brevi note permettono forse di capire uno dei motivi per cui la conseguente rappresaglia nazista, rapida e feroce, colpì proprio l'area compresa tra Campolungo e Croce, rispettivamente luogo di provenienza e meta dei tre civili intercettati, Lea Giansoldati, Mario Colombari e Agostino Gianpellegrini.

Essi furono ghermiti da una pattuglia tedesca, nonostante fossero in possesso di regolare lasciapassare, nel mattino di quello stesso giorno e portati a Castelnovo, presso Villa Marconi, sede del comando tedesco.

Il mattino successivo, 11 marzo, i tre cittadini inermi furono fucilati alle porte del paese, all’Albiaccio, località poco distante dall'ospedale creato da Pasquale Marconi, all'epoca vice-commissario generale delle brigate di montagna.