Le Pietre d'inciampo sono piccoli monumenti collettivi, cubi d'ottone incastrati nell'asfalto, posti davanti alle case dei reggiani deportati durante la Seconda guerra mondiale. Fanno mentalmente inciampare chi si ferma a leggere date e nomi e a ricordare la libertà strappata via da fascisti e nazisti. Per loro natura le Pietre d'inciampo si trovano nel traffico, nello sporco, sotto la pioggia. Si usurano e si anneriscono. Hanno bisogno di manutenzione e attenzione perché rimangano sempre brillanti e visibili.
A Castelnovo ne' Monti hanno già aderito all'iniziativa Silvia Dalla Porta, Alessandro Ferretti e Anna Gabrini adottando alcune delle Pietre d'inciampo in via I maggio e Isolato maestà.
"Basta una spugnetta e un po' di Sidol", afferma l'associazione, che per facilitare l'iniziativa ha pubblicato qui l'elenco delle Pietre d'inciampo presenti sul territorio reggiano e provincia. "Vi chiediamo anche di documentare il gesto inviandoci una foto sui nostri canali social o via mail all'indirizzo viaggiodellamemoria@istoreco.re.it".