A seguito di un imponente e rapido riscaldamento a circa 30km di quota sopra il Polo Nord, il vortice polare stratosferico (VP) si è fortemente indebolito.
Martedì 8, in concomitanza con il superamento del valore di soglia di anomalia di altezza geopotenziale a 10hPa (+3), il VP si spezzerà in due (split / bilobazione).
Il superamento della soglia comporterà il prevalere della fase negativa dell'Arctic Oscillation, pur con eventi anche di segno opposto, a partire dal 12/13 gennaio e per i successivi 60 giorni. Di seguito si riporta il grafico rielaborato (*) il giorno 23 dicembre nel quale si preannunciava quanto sopra descritto.
Ecco quindi quello che ci aspetta:
a partire dal 12/13 gennaio e almeno sino al giorno 20 la nostra penisola sarà interessata da una importante fase perturbata fredda, con temperature sotto la media e precipitazioni a prevalente carattere nevoso (AO negativa ed EA negativa).
E per il prosieguo dell’inverno…
come già scritto l’evento stratosferico di martedì 8 gennaio comporterà il prevalere della fase negativa dell'Arctic Oscillation, pur con eventi anche di segno opposto, sino a metà marzo.
In tutta la seconda parte dell’inverno si perpetueranno quindi condizioni favorevoli alla formazione di alte pressioni in area polare e di depressioni alle nostre latitudini. Tale situazione non sarà sufficiente a garantire un numero di nevicate superiore alla norma, ma sicuramente renderà la cosa possibile, nella speranza (per gli appassionati) che si trovi la quadratura del cerchio e si realizzi lo scenario ipotizzato nelle Previsioni Stagionali per l’Inverno.
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L’inverno si sa che non l’ha mai mangiato neanche i topi!
(Luca)