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Castelnovo / Lontan dagli occhi lontan dal cuore

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“E’ con un piacere enorme che accolgo le cose sentite qui stasera”, ha commentato Ugo Viappiani, uno dei cittadini intervenuti, al termine delle relazioni previste. Il quale poi s’è anche tolto, in verità, qualche sassolino dagli scarponi, dicendo che il Comune deve avere occhi e soprattutto orecchie più attente a quel che succede sul territorio (e in specifico appunto attorno a monte Castello), ma comunque ha espresso un sentimento condiviso da tutta la platea presente, circa un centinaio di persone, tutte quelle che la sala poteva contenere.

Che succede? Questo: che dopo sessant’anni pare che si partirà davvero. Ci riferiamo ai lavori di scavo previsti su monte Castello, la pineta sopra o attorno a cui (è ancora oggetto di dibattito) Castelnovo ne’ Monti ha avuto origine, circa un millennio fa. Se n’è parlato l’altra sera nel foyer del teatro Bismantova del capoluogo montano, quando è andato in scena il preannunciato incontro dal titolo: “Monte Castello: la torre i suoi segreti”.

S’è incaricato Walter Baricchi, noto e stimato architetto, di “spianare la strada” tracciando il profilo storico della zona e, in particolare, del colle che ha preso nome del manufatto che vi è stato impiantato, secondo gli studi perlopiù accettati, in età matildica. Hanno fatto seguito gli interventi di Umberto Casoli (che ha molto spinto, insieme a Danilo Amorosi, presente tra il pubblico, perchè questi lavori di riscoperta della pineta avessero luogo), Rosanna Costi (di Archeomontagna), Fabio Bezzi (vicesindaco e assessore delegato in materia). Ha introdotto e poi raccordato il sindaco, Gian Luca Marconi.

Diversi gli interventi dal pubblico, chi con osservazioni, chi con complimenti, chi con ricordi personali che hanno avuto la pineta più alta del paese come teatro delle avventure di gioventù. Come Wassili Orlandi, che ha ricordato, oltre al maggior numero di turisti di qualche decennio fa, gli amori, le "focacce", le scampagnate con gli amici... Tutto questo, ha osservato soddisfatto Bezzi alla fine, “ci dà certamente ancora più spinta a partire, maggiore ancora di quella che avevamo prima dell’incontro. Ringraziamo dunque i cittadini, ai quali chiedo di continuare ad interessarsi ai lavori che prenderanno presto avvio, e per i quali naturalmente va un grosso ringraziamento ai volontari di Archeomontagna, che hanno accettato questo incarico”. Qualcuno ha sollevato il problema della sentieristica, da ripristinare quando non da tracciare di nuovo, e soprattutto quello degli ingressi, attualmente molto problematici e/o scomodi. “Cose che si risolveranno man mano che il lavoro andrà avanti”, ha assicurato il vicesindaco, che ha parlato della necessità di "un'identità da riscoprire" e annunciato per il prossimo gennaio la presentazione di un progetto complessivo e ampio riguardante Castelnovo. "Credo - ha aggiunto - che a far sì che vi siano state ben poche attenzioni al colle in tutti questi decenni abbia contribuito anche il fatto che la torretta sia stata man mano coperta dalla vegetazione e sia sparita dalla vista. In un certo senso è sparita anche dalla memoria: ce ne siamo dimenticati. Bisognerà dunque pensare a come rendere i ruderi nuovamente visibili, disboscando accortamente nei suoi pressi".

Vittorio Ruffini ha ricordato la proposta uscita dalla giunta Battistessa, negli scorsi anni '60, di fare un museo in quello che è l'attuale Centro culturale, ove raccogliere in paese i reperti che lo riguardano. A questo proposito Bezzi ha detto che si cercherà di allestire un locale apposito "ove custodire quel che eventualmente si rinverrà".

Ora, manco a dirlo, occorrono denari: “I contributi sono ben accetti”. Casoli ha ”bussato”, durante il suo intervento, alla porta del presidente del Parco nazionale, Fausto Giovanelli, presente in sala. Il quale, presa poi la parola, ha confermato la disponibilità in questo senso. Ha anche accennato al fatto che Castelnovo "avrebbe tutti i titoli" per essere incluso nelle zone matildiche (che secondo legge regionale ancora non è; c'è stato solo, più di recente, l'ingresso nella Matilde di Canossa spa). Baricchi ha aggiunto che è in corso la richiesta presso l'Unesco (di cui egli è presidente reggiano) per l'inclusione delle terre matildiche tra i tesori del nostro Paese. "La concorrenza è forte, ma se non ci si fa avanti non si ottiene nulla: questo è certo".

Si è infine accennato, dietro anche sollecitazione di qualcuno del pubblico, all'idea della sede delle associazioni di volontariato (e di "una stanzetta" per la stessa Archeomontagna?) nel capoluogo montano.

Tra le pieghe dei discorsi, poi, un'annotazione a margine. Il sindaco ha annunciato che è ormai in dirittura d'arrivo l'apertura del sentiero principale di accesso alla Pietra di Bismantova, chiuso da oltre un anno.